Ipnosi, Paranormale e Contatto a Distanza

Achille D’angelo era un sedicente sensitivo e guaritore, e se cerchiamo su Wikipedia, troveremo che ricevette anche un premio dopo l’accertamento delle sue reali facoltà paranormali.

 

La questione di D’Angelo nasce dal racconto di suoi pazienti che raccontano  che il mago gli ordinava di chiudere gli occhi e da quel punto in poi cominciavano a sentire la brezza del vento sul viso, tirate ai lobi delle orecchie, sensazioni come di dita nel condotto uditivo e leggeri pugni sui fianchi.

Il mago alla fine chiedeva di aprire gli occhi e tutto svaniva.

Tutto ciò avveniva senza che il mago toccasse il soggetto.

Di qui si è discusso sulla collocazione di questi fenomeni in ambito paranormale.

Volendo mantenere un atteggiamento necessariamente scientifico ma possibilista ci sentiamo di potere dialogare su questa vicenda analizzandola da un punto di vista relativo alla fenomenologia ipnotica.

Parliamo quindi di ipnosi e non di paranormale.

Di recente abbiamo pubblicato un’intervista ad un nostro Autore, Andrea Strano, Autore di “Persuasore Occulto” e “La via per intercettare l’attenzione” dove l’autore spiega in maniera molto dettagliata una questione simile, ossia i combattimento a distanza, la potete leggere alla pagina “Ipnosi e no contact combat – Intervista Andrea Strano“.

L’autore esperto di arti marziali ed ipnosi, rimane con i piedi per terra e suggerisce come certi fenomeni, nel caso concreto quello del portare colpi a distanza, si sia in presenza di situazioni ipnotiche nelle quali il soggetto ipnotizzato è stato ipnotizzato diverse volte e quindi subisce un’influenza fortissima nei confronti del soggetto ipnotizzatore che riesce a guidarlo in cadute anche a distanza.

Con molta probabilità l’effetto D’angelo, è da inquadrare in un fenomeno ipnotico nel quale un soggetto profondamente ipnotizzato e “preparato” subisce un particolare tipo di influenza che ad ogni modo non ha nulla a che fare con l’esoterico ma è unicamente riferibile all’ipnosi.

D’Angelo non toccava il soggetto, muoveva le mani e seguiva il perimetro del soggetto ipnotizzato e quando mimava l’azione di dare un pugno, il soggetto provava quella sensazione…

Come puoi vedere le analogie dell’effetto D’Angelo con il No contact combat sono evidenti.

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