No  Contac Combat, Ipnosi, Suggestione, cosa c’è di vero?

Il punto della questione

In questa intervista vogliamo fare un po’ di chiarezza riguardo un argomento molto discusso come il “Combattimento senza contatto”

 

Giochidimagia Editore si occupa spesso di ipnosi e di temi legati all’ipnosi e alla suggestione, e questo tipo di combattimento sembra sfruttare proprio questi elementi, almeno da quanto dichiarato da chi diffonde tale disciplina.

Abbiamo intervistato un esperto di arti marziali, Andrea Strano, già Autore per Giochidimagia Editore di due trattazioni sull’ipnosi, “Persuasore Occulto” e “La Via per Intercettare L’attenzione

Giochidimagia Editore: Ciao Andrea

Raccontaci un po’ come hai iniziato a praticare arti marziali e il tuo percorso.

A.S.

Ho iniziare a praticare Karate Shotokan a 6 anni fino a 13, arrivando a conseguire la cintura Marrone, poi ho iniziato con lo stile Escrima, più conosciuto come Kali Filippino e grazie ad un amico ho iniziato anche a praticare Wing Chun Kung Fu. Non ho mai smesso da allora e continuo a praticare, studiare questi stili e ad insegnare nel tempo libero.

Da circa una decina di anni, sto approfondendo gli studi sul combattimento sotto stress, essendo gli stili del sud est asiatico, improntati ancora sul lato guerresco e non sull’agonismo oppure quel modo di praticare tipico di molte arti marziali rese più “moderne”.

oggi molti stili vengono insegnati rimanendo sul lato tecnico a detrimento di ciò che realmente ti permette di “funzionare” realmente in situazioni di forte stress, così come sapere governare le proprie reazioni sotto stress, dove i movimenti diventano meno precisi, subentra l’adrenalina, si ha la visione a tunnel e di certo non puoi pensare a stilismo e tecnicismi che in certe fasi, diventano impossibili, di conseguenza funzionano gli automatismi, ma bisogna sapere cosa e quali sviluppare.

Parlerò a lungo di questo aspetto in mie nuove pubblicazioni. Spiegherò anche nei dettagli come allenarsi tenendo conto di tutti questi fattori.

Il punto poi non è tanto lo stile che uno pratica, ma se certe cose vengono o meno insegnate. Non esiste uno stile migliore o peggiore, la differenza la fa il praticante e ovviamente chi insegna deve conoscere certe dinamiche e non essere solo un “distributore automatico” di tecniche.

Giochidimagia Editore: Cosa ne pensi del “No contact combat” insegnato dal “Systema” Russo?

A.S.

Conosco bene queste realtà, intendo il Systema Russo, ma anche il Krav Maga Israeliano, due miei allievi provengono proprio dal Systema che praticarono per 4 anni e lo studiarono anche in Russia partecipando a stage tecnici vari. La questione è molto delicata. Innanzitutto dietro c’è un ambiente a volte molto ambiguo, li definisco molto commerciali e si addentrano in pratiche che di scientifico hanno ben poco a volte.

Se parliamo di combattimento senza contatto, certe pratiche esistevano già secoli fa, tanto in Cina che fu la progenitrice delle pratiche energetiche, quanto in Giappone dove vennero esportate dai Cinesi, ma anche nel Sud Est Asiatico, come ad esempio lo stile Sri Murni. L’Aikido di Ueshiba, menzionava certe pratiche ad un livello avanzato, però poi in rete trovi ciarlatani come Dillman ma anche altri, che poi all’atto pratico non hanno saputo dimostrare davanti ad esterni, certe “tecniche”, ma le eseguono solo con allievi opportunamente suggestionati, che assecondano in toto il maestro.

Sia in Cina che nel Sud Est Asiatico, negli antichi testi, si fa menzione di queste pratiche, ma non come poi vengono interpretate oggi, dove puoi proiettare l’energia a distanza. Trattando per ordine la questione che detto sinceramente è tutt’altro che banale direi solo alcune cose.

Da anni mi interessano certe correlazioni, del resto l’arte marziale all’80% è psicologia, il resto è fisica e lo studio della biomeccanica è imprescindibile, ma anche filosofia e per filosofia non intendo lo studio asettico di Taoismo, oppure Chan, che in Giappone diventa Zen, ma intendo la ricerca e lo sviluppo per arrivare alla massima sinergia fra mente e corpo, quindi consapevolezza ai più alti livelli se vogliamo.

L’arte marziale orientale da sempre è fusa con le conoscenze già avanzatissime in campo medico, che comprendevano lo studio anatomico e la mente umana, ti basti pensare che ciò che viene definito CHI o KI, quindi il soffio vitale, descritto come energia elicoidale che scorre nei vari canali, sembrava fantascienza, oppure la riduzione a convinzioni e suggestioni che permettono di accedere a forze latenti, grazie ad una superiore volontà. Nulla di tutto questo, la forza della mente è un’altra cosa, la medicina occidentale infatti vuole riconoscere come “organo” l’interstizio.

Si tratta di quello che comunemente viene denominato, tessuto connettivo. Stiamo parlando di una soluzione acquosa, situata sotto la pelle in alcuni strati di tessuto che collegano più organi fra loro. Queste scoperte sono state fatte da un gruppo di ricerca guidato dalla Nyu School of Medicine, negli Stati Uniti, dove hanno visualizzato questa struttura anatomica. Lo studio è pubblicato su  Scientific Reports. Ovviamente certe cose vanno approfondite ed indagate dagli esperti del settore.

Tutte queste cose in Oriente già le conoscevano, ma ovviamente utilizzavano nomi o allegorie, per descrivere certi processi e certe forze, che senza una chiave di lettura, aprono le porte alla magia e pratiche mistiche di ogni sorta, quando invece erano studi approfonditi sull’anatomia umana e sul componimento di certe parti dettagliatamente indagate, da cui poi nasce l’agopuntura, quella vera, non quella dei ciarlatani improvvisati.

Alla fine si ricercava l’omeostasi perfetta che se alterata generava problematiche quali malattie di ogni tipo e squilibri psicofisici. Ovviamente tutto ciò che veniva utilizzato per curare, può essere usato per distruggere, quindi lo sviluppo di colpi portati a determinati distretti molto vulnerabili, oppure le combinazioni di più colpi e molto altro, tutte pratiche gelosamente custodite nelle forme.

Considera anche che nelle arti marziali Orientali, vi era un sistema di insegnamento a tre livelli. Usando la terminologia Giapponese si dice: Omote (allievi esterni) Chuden (intermedi) Okuden (allievi interni). La maggioranza apprendeva l’arte marziale a livello Omote e poi avrebbero insegnato ciò che avevano compreso, ovvero un aspetto molto superficiale.

Ad altri veniva concesso lo studio intermedio, ma solo all’erede del maestro a al massimo a due soli meritevoli, veniva concesso lo studio totale ed esoterico, che combinava, tecnica, strategia, psicologia, filosofia, conoscenze mediche/anatomiche e quindi la parte esoterica… Per “esoterico” intendo il termine coniato da Aristotele, che designava i suoi studenti in: coloro che conoscono il Come (exoterici. esterni) e coloro che conoscono il perché (esoterici, quindi interni).

Combattere senza sferrare un colpo, è una pratica antica e praticata. Mi riferisco al Chi-Yi, sviluppato in Cina e facente parte di tutti gli stili del Kung Fu Cinese, anche se non a tutti viene insegnato. In Giappone è conosciuto come Kiai. Consiste in un grido breve e intenso emesso poco prima di colpire.

NON è una suggestione, quanto un’azione che va ad alterare l’equilibrio nervoso con l’instaurarsi di una forte ed improvvisa tensione a livello emozionale. L’effetto sull’avversario a livello fisiologico si manifesta in modo evidente con una intensa risposta riflessa a livello cardiovascolare e una alterazione della frequenza cardiaca, il tutto unito ad una accelerazione del ritmo respiratorio che nei casi più gravi è il preludio di uno stato di sincope (lipotimia).

Questo argomento può essere molto approfondito, mi sto solo soffermando sull’effetto di certe pratiche. Non è un caso che nei vari Kata o Tao Lu, c’è sempre un grido ad un certo punto, ma molti ne sottovalutano l’effetto in termini combattivi reali e pensano che serva solo a caricarsi e darsi coraggio.

Quando arrivo ad insegnare certe cose, ad un certo punto senza dire nulla, durante uno scambio libero, poco prima di attaccare, quasi durante l’attacco, emetto un urlo breve ma intenso, causando la paralisi per alcuni momenti della persona che ho di fronte. Così facendo vai ad interrompere uno schema, fai qualcosa di inaspettato e un forte rumore, crea nell’altra persona un immediato stato di agitazione e tensione, quel che basta per colmare la distanza e colpire, approfittando del disorientamento creato. Chiunque all’improvviso, sente un forte rumore, viene colto da tachicardia, subentra lo spavento e questo per far capire quanto il suono abbia implicazioni sul nostro equilibrio nervoso.

Andando ancora oltre, mettere KO un nemico, senza alcuna componente fisica, quindi contatto, oppure acustica, la vedo sinceramente dura. La proiezione del CHI, non solo non è mai stata dimostrata e vai a fidarti di video spettacolari, dove cercano di vendere a mio avviso molto fumo, ma se fosse una cosa possibile, ci vorrebbero 40 anni di pratica come minimo, uno stato mentale e fisico particolare e non certo frequentando certi corsi per qualche mese o qualche anno, come fanno tante persone, che dell’arte marziale, osservano solo la superficie.

La componente ipnotica c’è eccome invece, quello che fai prima del combattimento rientra in tutto e per tutto in una grande pratica ipnotica. Ti spiego brevemente, poi nella prossima pubblicazione ne parlerò ampiamente.

A dimostrarmelo fu proprio il mio maestro, riusciva a stare di fronte a me, a 5 metri di distanza, quindi fuori misura, ti guardava e poi all’improvviso partiva, colmava 5 metri con un passo e mezzo, senza farlo in velocità e riusciva a darmi uno schiaffo sulla fronte senza che potessi eludere il colpo o spostarmi. Il più delle volte reagivo in netto ritardo, a volte stavo perfino fermo. Quando mi rendevo conto era tardi, ero come ipnotizzato.

Ti spiego… io non lo assecondavo di certo, non sono un tipo che per natura assecondo le persone, soprattutto se vedo o sento delle cose ambigue, tantomeno se si tratta di combattimento dove voglio vedere la massima serietà e non giochini strani. Di fatto la spiegazione è rivolta all’attenzione. Tutti noi possiamo mantenere alta l’attenzione solo per un tempo limitato, l’attenzione è sottoposta a fluttuazioni, come una curva ascendente e discendente.

Lui avanzava e colpiva quando si rendeva conto che la mia attenzione fosse in fase calante. Come lo sapeva? Era in grado di osservare la mia posizione, il mio volto, la respirazione, piccoli movimenti che per lui erano significativi e quando attaccava io non riuscivo a reagire prontamente. Mi impressionò, da lì iniziai lo studio sulla mente, l’ipnosi, l’attenzione e mi resi conto quanto la tecnica sia solo la punta dell’iceberg…..Certo è fondamentale, grazie ad essa sai muoverti senza contrazioni, in maniera coordinata, stabile, fluidamente ecc…ma cosa fa funzionare la tecnica è ben altro.

L’ipnosi nelle arti marziali è utile, si dice che il combattimento si vince ancora prima di combattere, perchè conta molto ciò che avviene prima, questo per quel che riguarda l’ipnosi non verbale, ma dal momento in cui vi può essere una forma di dialogo, di conseguenza è possibile sicuramente indurre suggestioni dove conta molto il tono della voce, la postura e ciò che trasmetti, ma nulla può fare la semplice suggestione contro un aggressore deciso, pericoloso, determinato, magari alterato da droghe e violento. Certe pratiche e certi corsi che spacciano certi metodi, sono del tutto fuorvianti se non spiegano bene le cose come stanno. certi elementi poi non lo nego, sono utili, un buon 50% si basa su questo, ma ci vuole anche l’altro 50.

Se parliamo di colpire dominando l’attenzione altrui, allora si, è un principio che spiegherò molto bene nel prossimo libro, ma richiede anni di allenamento per poterlo usare nella pratica, ma altre pratiche dove addirittura manca il contatto in stile Dillman, oppure come propinano nel Systema e in alcune arti marziali, più magiche che marziali, dico solo che sono aria fritta e poco importa dei video se in ogni caso svolti con allievi in ogni caso suggestionati che subiscono il principio di autorità e nutrono già forti aspettative verso le abilità del maestro.

Cosa per altro molto consueta in moltissime realtà marziali, dove il maestro a volte è visto come un semi dio e c’è un culto della persona impressionante. Alcune di queste “organizzazioni” sono vere e proprie sette, in quanto agiscono utilizzando modalità molto simili e di questo in 20 anni di pratica, ho potuto constatarlo anche se fortunatamente non sulla mia pelle.

Come per l’ipnosi, ognuno va in trance come meglio crede in base a ciò che è l’aspettativa che nutre in tale pratica. Molti vengono visti come individui refrattari all’ipnosi solo perché non accettano un determinato tipo di suggestioni, ma Ericksson dimostrò magistralmente che tutti vanno in trance naturalmente, solo non bisogna focalizzarsi su un singolo metodo specifico.

Nelle arti marziali sovente avviene che molti allievi vogliono credere a certe pratiche e faranno di tutto per sentirle e percepirle su di loro. Subentra  la classica suggestione, dove avverrà ciò che dice il maestro, però poi all’atto pratico certe cose non solo non funzionano, ma nemmeno sono state comprese.

In oriente l’arte di combattere senza sferrare un colpo esiste, è da sempre una massima di Sun Tzu, ma non certo in riferimento a pratiche di combattimento basate sulla proiezione del CHI, oppure ipnosi pura. Ho conosciuto diversi ipnotisti abilissimi nel creare stati di trance quasi immediati, ma non su chiunque, ma su persone opportunamente preparate e già abituate.

Con persone prese a caso è quasi impossibile, su 10, puoi riuscire con 2/3, quelli più responsivi a tali metodi e in ogni caso non è una cosa immediata, non bisogna confondere la confusione con l’induzione vera e propria. In caso di scontro violento, funzionano ben altri meccanismi mentali, atavici, e mi riferisco al cervello rettiliano che non può essere sovraccaricato e aggirato così facilmente e in maniera immediata.

Certe cose le sto studiando e praticando con vari esperti e le conoscenze e le competenze richieste sono tante. Certi personaggi invece cercano di vendere determinate pratiche a chiunque e in pochi mesi. Già i miei allievi mi parlarono di queste pratiche particolari a cui loro non hanno mai creduto, ma al di là dei video fu dimostrato solo ad allievi avanzati e responsivi nel subire certe cose e non a chiunque e in ogni caso viene specificato che certe cose non bisogna provarle con “esterni” ovvio, perché ti renderesti conto che non funzionano.

Il problema è che c’è gente che ci crede in toto, però poi è pericoloso, in strada trovi gente armata, violenta e determinata e cercare di neutralizzare una persona del genere in determinati modi è utopico. In più se fosse una cosa dimostrata e dimostrabile, nessuno più praticherebbe altro, tutti farebbero queste cose. Nelle arti marziali oltretutto c’è troppa voglia di fare soldi e presentare qualcosa di sensazionale e unico, quando basterebbe studiare bene le basi, anni di allenamento assiduo e lo studio della mente umana e tutto ciò che è connesso. Oggi come oggi vedere corsi istruttori di Krav Maga in un week end, mette tristezza.

Ho visto alcuni video, guarda io non voglio criticare nessuno, ma nei video del Systema Russo, è palese quanto la cosa sia inverosimile. Attacchi portati in maniera del tutto irrealistica e allievi “addomesticati” che si buttano.

Sinceramente non credo a nulla di tutto ciò e combattere  e neutralizzare una vera aggressione è un’altra cosa. Nessuno sta fermo ad aspettare, oppure attacca in quel modo falso.

Io penso e credo che oggi si va verso ua direzione che tutto è meno che pratica e/o dimostrabile all’esterno, e poi sempre meno persone dedicano anni alle capacità che davvero permettono di prevalere in un reale scontro.

Quel poco che umilmente conosco, nonosante i miei 20 anni di pratica, sono cose che mi hanno insegnato persone che dimostravano cose reali e certe pratiche di reale hanno ben poco. Anni fa ho dato diverse dimostrazioni in centro a Monza, dove chiunque poteva provare determinate cose e dove io stesso mettevo la faccia oltre ad essere quello che dimostrava, ma non ho mai visto certi personaggi dimostrare pubblicamente a chiunque certe “abilità” se così possiamo chiamarle.

Un allievo “OPPORTUNATAMENTE”  ammaestrato, farà qualsiasi cosa e in questi video è triste vedere persone che si buttano senza motivo.

Io tratto aspetti mentali reali e realistici che si basano su solide basi scientifiche e non su teorie o pratiche non dimostrabili, l’arte marziale prima di tutto è sopravvivenza e si agisce in poco tempo, dove non si può pensare di sottovalutare qualcuno.

Quando certe cose verranno mostrate al di fuori del proprio contesto e non con allievi che assecondano il maestro e che nutrono una forte aspettativa verso tali pratiche, allora potranno essere o iniziare ad essere credibili, ma fino a quel momento, sono tutte persone alla Dillman e queste sono le figure che fanno quando escono dal contesto contro chi non li asseconda.

In questo secondo video, il maestro in questione che ha centinaia di allievi, accetta la sfida di un praticante di MMA e prende un sacco di botte.

Il problema è che certi maestri, si convincono per davvero di essere in grado di fare certe cose.

Esistono altri video di persone che invece utlizzavano suggestioni ipnotiche e sono stati pestati pure loro fuori dal contesto… è pieno di questi video e sinceramente fanno perdere a mio avviso credibilità alle arti marziali, spingendo poi molti appassionati a preferire gli sport da combattimento, privi di certe ambiguità.

Giochidimagia Editore: Grazie mille Andrea per il tempo che ci hai dedicato, direi che la tua opinione è decisamente chiara.

A.S.

Ciao Alessandro, grazie a te c’è stato questo scambio, mi fa sempre piacere affrontare questi argomenti e i miei studi da molti anni vanno in questa direzione, poi quando c’è di mezzo la mente nulla è semplice. L’arte marziale prima la praticavo più o meno come tutti, come la maggior parte di chi vede nell’arte marziale un mezzo per combattere, per difendersi, per imparare a sferrare calci e pugni, poi col tempo, proseguendo con gli studi mi sono reso conto che sono le abilità mentali a fare davvero la differenza.

Il controllo dell’attenzione, creare uno stato di confusione, saper rompere lo schema generando una momentanea paralisi e ovviamente tutte le suggestioni non verbali insite nella postura, nello sguardo, fino a quelle verbali, dove se hai la possibilità puoi smorzare l’aggressività di qualcuno inducendolo a desistere…

L’arte marziale è tutto questo ad un certo punto, ho trovato paralleli con l’illusionismo e come diceva lo stesso Sun Tzu, l’arte della guerra è elusione e inganno, egli fra le sue tattiche utilizzava magistralmente la misdirection. (controllo dell’attenzione).

Certo, non va dimenticato che stiamo parlando di sopravvivenza, quindi agire sotto stress dove non c’è tempo per pensare razionalmente, e in qualche modo impari a gestire le situazioni pericolose e non solo il singolo aggressore.

L’ Arte marziale un tempo era utilizzata per sopravvivere senza acqua, senza cibo, al buio e al freddo, dove dovevi costruirti armi e rifugi improvvisati, conoscere piante e erbe, trovare l’acqua e mantenere il corpo caldo evitando dispersioni di calore per uscirne indenne, ma anche mantenersi al di fuori di potenziali predatori. Oggi non è più così, nella maggior parte dei corsi, l’arte marziale non insegna più nulla di lontanamente simile, si concentra solo su tecniche e ancora tecniche, e poi il più delle volte diviene sport e perde totalmente il lato marziale.

È stato un piacere parlare con voi di queste tematiche, un saluto a tutti i visitatori e iscritti di Giochidimagia Editore.

Giochidimagia Editore: Ciao Andrea, grazie per la tua disponibilità, a presto.

 

NB: Le opinioni espresse nella presente intervisra sono strettamente personali e dettate da anni di studio sul tema trattato.