Le 5 Tecniche più usate nel Mentalismo

Diamo un’occhiata alle tecniche più utilizzate nel mentalismo.

Non si può di certo dire che il mentalismo utilizzi solo queste 5 tecniche, infatti la moltitudine di effetti di mentalismo esistenti sfruttano principi in quantità enorme e disparata, ma possiamo senza dubbio dire che se conosci queste 5 tecniche puoi creare effetti di mentalismo e presentarli ad un pubblico come un mentalista di professione.

Naturalmente corredati di adeguata presentazione.

Ma entriamo nel vivo delle tecniche!

 

Tecnica n. 1 – Uscite Multiple

Permette di dare l’illusione allo spettatore di avere indovinato una previsione oppure di avere influenzato una scelta dello spettatore.

Come il nome stesso della tecnica riassume, il mentalista crea una situazione nella quale per qualunque scelta venga fatta dallo spettatore, la previsione del mentalista risulta vincente.

Analizzando la questione scientificamente abbiamo che è logicamente impossibile fare previsioni quindi l’unico modo per dare questa illusione è quello di avere a disposizione tutte le scelte dello spettatore e la possibilità di mostrare quella esatta.

Vediamo un semplice esempio che chiarirà il funzionamento di questa tecnica di mentalismo.

Il mentalista mette tre oggetti sul tavolo.

Un telefonino, un portafogli e un porta chiavi.

Il mentalista chiede allo spettatore di scegliere uno dei tre oggetti e di spostarlo in avanti per contrassegnarlo.

Il mentalista:

Uscita n.1: prende una busta dalla propria tasca, la apre e dentro c’è scritto “Sapevo che avresti scelto il telefonino”

Uscita n.2: apre il porta fogli sul tavolo dove all’interno c’è un foglio con la scritta “Sapevo che avresti scelto il porta fogli”

Uscita n.3: accende lo schermo del telefonino che porta l’immagine del porta chiavi.

Come vedi per ogni scelta dello spettatore, il mentalista ha un’uscita, un finale vincente per il sue effetto, questo è la tecnica delle Uscite Multiple.

La tecnica che è estremamente semplice, viene coperta con l’utilizzo di una presentazione che distoglie l’attenzione dello spettatore dal metodo, che altrimenti e in assenza di una adeguata misdirection potrebbe risultare visibile ad un occhio attento.

 

Tecnica n. 2 – Un passo avanti

La tecnica di mentalismo “Un passo avanti” come per le uscite multiple descrive già con il suo nome l’essenza dell’effetto.

Con questa tecnica di mentalismo il mentalista si mette nelle condizioni di vantaggio rispetto alla scelta dello spettatore nel modo che segue.

Il mentalista chiede allo spettatore di dire un numero a caso.

Il mentalista finge di scrivere su un foglio il numero dello spettatore ma in realtà scrive “Sceglierai il telefonino”

Accartoccia il foglio e lo mette in un bicchiere.

Il performer continua chiedendo allo spettatore di pensare ad un animale.

Questa volta scriverà sul foglio il numero dello spettatore.

Accartoccerà il foglio e lo metterà nel bicchiere.

Il mentalista prosegue l’effetto mostrando tre oggetti tra i quali un telefonino e tramite la “Scelta del Mago” (altra tecnica di mentalismo che vedremo in seguito), costringerà lo spettatore a scegliere proprio il telefonino (Ricordi che all’inizio dell’effetto aveva scritto sul foglio proprio la predizione del telefonino!?).

Questo significa essere Un passo Avanti nelle tecniche di mentalismo.

Nel foglio, prima di forzare la scelta del telefonino, il mentalista scrive il nome dell’animale che lo spettatore aveva precedentemente detto e lo accartoccia mettendolo nel bicchiere.

I tre fogli accartocciati vengono mescolati e poi messi sul tavolo e dispiegati, tutti e tre mostrano previsioni esatte.

In sostanza il primo passo durante il quale si scrive sul foglio qualcosa di diverso (che poi verrà forzato) da ciò che viene poi detto dallo spettatore, dà modo poi di completare gli altri fogli con le previsioni corrette e alla fine agli occhi dello spettatore si genera l’illusione delle previsioni, in realtà tutto è giocato su una dualità cronologica degli accadimenti, ossia ciò che dice lo spettatore e ciò che scrive il mentalista.

L’effetto genera un falso ricordo degli eventi, lo spettatore racconterà ciò che ha visto agli amici e naturalmente le cose non corrispondono a come sono realmente andate, cioè come il mentalista le ha fatte andare…

 

Tecnica n. 3 – La scelta magica

Questa tecnica di mentalismo è di natura psicologica, un trucco si, ma psicologico, un inganno della mente vero e proprio, con essa si può costringere (in gergo “forzare”) una scelta tra tre diverse.

In realtà si può forzare una scelta anche tra più di tre ma in sostanza il principio è lo stesso ed è una variante della scelta del mago applicata a più di tre scelte.
Vediamo un esempio pratico per spiegare la scelta magica.

Disponi tre oggetti davanti allo spettatore, utilizziamo gli stessi utilizzati negli esempi precedenti e supponiamo che il portafogli sia a sinistra, il telefonino al centro e il porta chiavi a destra.

Dovrai forzare la scelta del telefonino.

Abbiamo diverse possibilità, innazitutto si usa una sottigliezza psicologica e si chiede non di scegliere un oggetto ma bensì di indicare un oggetto.

Di conseguenza se lo spettatore indica il telefonino, discorso chiuso, ha scelto l’oggetto che volevi forzare.

Se lo spettatore indica il portafogli, si eliminerà il portafogli e si proseguirà chiedendo di indicare un altro oggetto, e se indicherà il telefonino, la scelta è forzata, se indicherà il portachiavi si eliminerà il porta chiavi dicendo che è rimasto solo il telefonino, che sarà la scelta forzata.

Stessa cosa se lo spettatore indicherà il porta chiavi, si dirà che lo si elimina e si proseguirà facendo indicare un altro oggetto.

Se indicherà il telefonino la scelta sarà terminata, se sceglierà il portafogli si eliminerà il portafogli e si dirà che il telefonino è la scelta dello spettatore.

È uno stratagema che sfrutta l’inganno di non dire prima delle scelte dello spettatore, se ciò che lui indica sia ciò che sceglie o ciò che elimina, così il mentalista può adattare in tempo reale l’inganno fino a portare sempre alla scelta voluta da forzare.

ATTENZIONE! Anche in questo caso occorre che il mentalista utilizzi una misdirection, ad esempio presentando il tutto raccontando una sorta di storia in modo che il dialogo rubando attenzione allo spettatore copra il metodo, oppure una misdirection di tempo, in questo caso il mentalista cercherà sempre parlando di fare passare un po’ di tempo tra una scelta e l’altra dello spettatore in modo che questo non riesca a ricordare, ma in realtà nemmeno a percepire che in un caso l’oggetto indicato è stato mantenuto e nell’altro è stato scartato.

È un metodo molto elegante, a mio avviso geniale e forse uno dei più belli che si possano trovare, nella sua semplicità!

 

Tecnica n. 4 – Sleight-of-Hand

Il termine “Sleight of hand” in inglese significa “Gioco di prestigio” o comunque “destrezza di mano“.

Sta ad indicare tutta una serie di tecniche manipolatorie di oggetti, come carte, monete, palline di spugna, oggetti di diverso tipo, grazie alle quali si riesce a creare illusioni di diverso titpo.

La destrezza di mano, anche se in modo molto discreto, viene utilizzata nel mentalismo in diversi effetti.

Ad esempio in un effetto che richiede lo scambio di due biglietti, il mentalista eseguirà uno scambio con una tecnica prestigiatoria per ottenere il funzionamento del suo effetto di mentalismo.

Generalmente le tecniche di detrezza di mano nel mentalismo sono tecnicamente semplici da eseguire mentre nella micromagia (close up), a distanza ravvicinata con il pubblico, oppure nella magia da strada (street magic), ci sono tecniche anche molto complicate che richiedono anche anni di studi per essere portate in scena ed eseguite in modo fluido, sicuro e convincente ai fini dell’effetto magico finale.

 

Tecnica n. 5 – I compari

Veniamo al metodo più subdolo utilizzato dagli illusionisti e anche dai
mentalisti, i compari.

Diciamo subdolo in quanto l’utilizzo di una persona d’accordo col mentalista da quasi l’idea che il mentalista non sia nemmeno un professionista ma solo un cialtrone che è d’accordo con un compare e non ha alcuna competenza.

Insomma fa qualcosa che utilizzando un compare saprebbero fare tutti.
Le cose però non stanno così, ti assicuro che l’utilizzo di compari nel mentalismo e in generale nell’illusionismo è diffusissimo da sempre e ciò che fa la differenza nell’effetto magico e di mentalismo non è il metodo ma la bravura con la quale il mentalista riesce a coprire il metodo tanto da risultare credibile e da non fare minimamente sospettare dell’uso di compari.
Il compare allora farà qualunque cosa, fingerà di essere parte del pubblico, applaudirà, si stupirà, farà ciò che gli dice il mentalista, mentirà se necessario ai fini dell’effetto di mentalismo.
Il mondo illusionistico si divide tra chi sostiene l’utilizzo dei compari e chi lo considera un metodo da non utilizzare.

 

Ora che conosci le tecniche di base del mentalismo, scopri di più su questa affascinante arte!